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Society in Filarete’s Libro Architettonico between Realism, Ideal, Science Fiction and Utopia

digital Society in Filarete’s Libro Architettonico between Realism, Ideal, Science Fiction and Utopia
Articolo
rivista ARTE LOMBARDA
fascicolo ARTE LOMBARDA - 2009 - 1
titolo Society in Filarete’s Libro Architettonico between Realism, Ideal, Science Fiction and Utopia
autore
editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 01-2009
issn 0004-3443 (stampa)
€ 6,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Nel suo Libro, Filarete giustappone due sfere della realtà. Entrambe possono essere considerate anche ideali, ma in modi differenti. La costruzione idealizzata della moderna città di Sforzinda è contrapposta al resoconto dell’estinta — e presuntamente classica — città di Plusiapoli, il cui carattere è in realtà interamente utopico. Sforzinda riflette invece le condizioni reali della società e della struttura urbanistica di Milano. L’idealizzazione della città è debitrice di generi letterari come i panegirici cittadini e gli specula principum, ma Filarete non dimentica mai il dato reale e i concreti problemi della scienza urbanistica, come a volte fa l’Alberti nel De re aedificatoria. Nella descrizione di Plusiapoli egli insiste nell’esposizione di importanti e concreti dispositivi sociali, per esempio quelli riguardanti il sistema carcerario e la scuola. La discussione di Filarete su questi problemi, tuttavia, si allontana da altri testi che esaminano tali istituzioni, come l’Utopia di Tommaso Moro. Nonostante le differenze di fondo tra Sforzinda e Plusiapoli, le due città testimoniano un peculiare spirito utilitaristico e pragmatico, nel mentre si iscrivono in una visione eroica del mondo antico, tenuto in una cosiderazione così alta da far sembrare impossibile che un tale livello di civiltà potesse più essere raggiunto, ciò che rende le idee rinascimentali sull’Antichità qualcosa di assimilabile alla nostra fantascienza. Nel creare Sforzinda, Filarete attinge a elementi dell’antica Roma, mentre per Plusiapoli prende a prestito caratteristiche di altre grandi tradizioni culturali, quali Babilonia e l’Egitto, usando come fonte la Biblioteca storica di Diodoro Siculo. L’Atlantide di Platone, invece, benché celebrata da molti filosofi, resta un riferimento secondario per Filarete. In generale, gli umanisti traggono spunto dai modelli concreti offerti dagli storici molto più che dalle speculazioni astratte: per illustrare le sue idee, anche Filarete crea Sforzinda e Plusiapoli ispirandosi a tali modelli concreti, attinti dalla storia.

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