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Joan Duran-Porta

Libri dell'autore

The Lombard masters as a deus ex machina in Catalan First Romanesque digital
formato: Articolo | ARTE LOMBARDA - 2009 - 2
Anno: 2009
Lo scopo dell’articolo è un riesame critico degli argomenti che dimostrerebbero la presenza di maestri cosiddetti ‘lombardi’ nel primo romanico catalano. Si suppone che tali costruttori italiani (tradizionalmente collegati agli antichi magistri comacini d’epoca longobarda) abbiano introdotto in Catalogna, agli inizi dell’XI secolo, i fondamenti della nuova architettura romanica, esportando le risorse e le conoscenze tecnologiche già sviluppate in patria. Di fatto, né le affinità tra l’architettura catalana e quella lombarda dell’XI secolo né le fonti documentarie possono realmente provare l’arrivo in Catalogna di queste maestranze italiane. Nei documenti catalani troviamo sì citati alcuni ‘lombardi’, ma solo perché il termine lombard con le sue varianti faceva parte degli antroponimi catalani già prima del IX secolo. D’altra parte è vero che, in alcuni territori catalani, dalla terza metà del XII secolo il termine lambard divenne un sinonimo per muratore o costruttore. Di solito questa circostanza è stata considerata dagli studiosi come una conseguenza del successo e della fama acquisita dagli antichi maestri nord-italiani. Ma dato che tale trasformazione semantica ebbe luogo solo nel tardo medioevo (più di 150 anni dopo la – supposta – migrazione dei costruttori lombardi), l’autore suggerisce di spiegare questa risignificazione del termine come un risultato dei contatti tra architettura italiana e catalana intervenuti alla metà del XII secolo, e più precisamente all’arrivo di un architetto (o di una bottega) che lavorò nella cattedrale di Santa Maria della Seu d’Urgell, probabilmente il più ambizioso e monumentale edificio costruito ex novo nel romanico catalano maturo.
€ 6,00
 

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